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Into the Woods: serviva scomodare tutte le favole dei Grimm?

Into the Woods: serviva scomodare tutte le favole dei Grimm?

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INTO THE WOODS di Rob Marshall, interpretato da Meryl Streep, Emily Blunt, James Corden,Chris Pine, Anna Kendrick, Johnny Depp, Lucy Punch,Christine Baranski, Frances de la Tour, Billy Magnussen, Tammy Blanchard, Tracey Ullman, Simon Russell Beale. Into the Woods arriva nelle sale italiane giovedì 2 aprile. Recensione di Andrea Gentili.

Un film molto particolare, se non altro perché di questi tempi film del genere danno l’impressione di non essere utili a nessuno…
Nel caso di specie ci salviamo perché proprio alla fine si riesce a cogliere una antica morale, una morale che a rigor di logica dovrebbe essere insita nella competenza di ogni genitore, nel suo incarico morale e sociale, in quel bagaglio di compiti che la natura gli assegna: lasciare ai figli una eredità di desideri, di comportamenti, di responsabilità tali da permettere loro di vivere serenamente, onestamente insegnando a loro volta gli stessi principi.
Certamente non era necessario mettere in campo una tanto voluminosa sceneggiatura, non era necessario ricorrere al mixaggio di diverse fiabe scritte dai fratelli Grimm per evidenziare la morale di cui sopra, sarebbe stato utile qualcos’altro di più semplice, di più immediato ma per fare il verso all’omonimo musical di Stephen Sondheim Rob Marshall ha ritenuto necessario mobilitare ben quattro produttori e tutta la Walt Disney per ottenere lo stesso, se non minore, risultato.
Un panettiere e sua moglie non possono avere figli perché hanno attirato su di loro la maledizione di una strega che, per sdoganarli pretende da loro che gli consegnino quattro oggetti assai difficili da reperire e, per raggiungere questo scopo i due utilizzano pezzi di fiabe che da bambini ci facevano sorridere e che ora la maggior parte del pubblico difficilmente saprà apprezzare perché le indecisioni di una Cenerentola sui generis ci fanno pensare che ai tempi un cui ci piacevano le favole non avevamo capito niente; anche la spocchia di un Cappuccetto Rosso tanto particolare da rendersi antipatica è assolutamente contraria al modello che fino ad ora abbiamo conosciuto e, supernovità, sappiamo soltanto ora che il principe innamorato di Cenerentola, dopo averla ritrovata, la tradisce con un’altra; finanche la moglie del fornaio, in questa immaginaria favola frutto di vari mixagi rende cornuto il marito, e viene punita cadendo da un dirupo.
A sollevare un tantino, ma non troppo, è la figura della strega, una affascinante Meryl Streep che sa tenere bene il suo ruolo da antipatica trasformandosi poi in una altrettanto bella donna, quale è.
Insomma, nessuna analisi seria dei personaggi, una trama fiacca e poco significativa rendono questo film tale da non poter essere classificato né adatto ai piccoli ( che ne riderebbero e si annoierebbero ) né ai grandi ( che non si raccapezzano con le favole dei Grimm per come le conoscono ): eppure le basi c’erano tutte!

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