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Annarita Mattei, dal dipinto su ceramica ai set fotografici, racconta la sua Arte ad Andrea Giostra.

Annarita Mattei, dal dipinto su ceramica ai set fotografici, racconta la sua Arte ad Andrea Giostra.

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Annarita Mattei, Maestra d’Arte di oggetti di lusso in ceramica, donna bellissima, Stylist in carriera, nasce a Benevento. Nel 1999 le viene conferito il titolo di Maestro d’Arte presso l’Istituto d’Arte ‘”Nicola Giustiniani di Cerreto Sannita, in provincia di Benevento, e nel 2001 consegue la maturità presso il medesimo Istituto d’Arte. E’ interessante conoscere la storia di questo storico e importantissimo istituto d’Arte italiano, perché la “Scuola d’Arte” fu suggerita il 1 luglio del 1950 dell’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, durante una sua visita ufficiale all’Istituto, che prende il nome di “Nicola Giustiniani”, nato a San Lorenzo, sempre in provincia di Benevento, che è stato uno dei più grandi e importanti ceramisti italiani del tardo ‘700 ed inizio ‘800. Annarita da Benevento, dopo l’acquisizione del Titolo di Mastro d’Arte e il diploma, inizia a perfezionarsi, prima nelle botteghe di ceramica della provincia, poi girando l’Italia e il Mondo: la sua più grande passione è infatti viaggiare e fare esperienze sempre nuove. Col tempo perfeziona sempre di più il suo talento e la sua natura artistica nella decorazione di manufatti, creando tessuti e vestiari dove riesce a mescolare con maestria e grandissimo talento la pittura, l’abbinamento di colori nuovi e sperimentali, il disegno e l’arte sartoriale, al fine di creare tessuti o modelli di abiti in grado di soddisfare le richieste dei clienti più esigenti che amano la classe raffinata e il gusto per il moderno con un tocco magistrale al Vintage, l’altra sua grande passione.

2Z6U1523Benvenuta Annarita presso la nostra Redazione e Ti ringraziamo per essere qui con noi. Tu nel mondo dell’Arte nasci come Maestro d’Arte di oggetti in ceramica. Hai di recente iniziato una carriera di Stylist che Ti sta dando le prime belle soddisfazioni professionali. Oggi iniziamo questa, che spero sarà una bella chiacchierata, ed io Ti chiedo di presentarti ai nostri lettori, come donna e come artista. Cosa vuoi condividere di te adesso con noi?

Nasco come Maestro d’Arte e per anni ho affiancato la passione per la pittura alle creazioni in ceramica; ma la mia realtà di piccola provincia mi stava stretta, e la mia passione verso il mondo della moda mi ha sempre spinto verso realtà più grandi nelle quali contaminarmi e poter attingere ispirazioni, di qui le mie prime collezioni moda, tutte realizzate in seta dipinta a mano; ma il mercato della moda non è semplice e dorato come possa sembrare dall’esterno.

Quindi la tua professione adesso si caratterizza per oggetti di lusso, di un lusso artistico dove la seta è la materia prima che le tue mani devono plasmare con la creatività e con la pittura. Nel tuo sito-web riporti una frase che è come se fosse l’incipit della tua professione: “Vintage mon amour. Sì, lo confesso. È una dichiarazione d’amore. Un inno allo stile, un invito ad interpretare in modo unico vecchi capi. LA MODA È PER TUTTI. Lo stile no. Non credo sia necessario ricorrere a capi firmati. Lo stile non è una questione di prezzo ma di gusto. E il gusto va allenato. La bellezza mi attrae irresistibilmente. Accarezzo i tessuti e mi emoziono davanti alla qualità dei tagli di una volta. La notte prima di uno shooting, ripasso mentalmente gli abbinamenti e immagino che ogni abito sia chiamato ad interpretare una nuova, incantevole storia. E sarà tutto naturalmente perfetto.” Sono parole molto incisive e danno a chi le legge un’idea precisa di cosa intendi per Arte, la tua Arte ovviamente. Cosa ti piacerebbe aggiungere da dire ai nostri lettori in proposito? Cos’è l’Arte per te? Cos’è la Bellezza se volessi dare una definizione?

Potrei semplicemente dirti, Andrea, che l’Arte è la ricerca della bellezza e che la bellezza è indigestione d’Arte.

Definizione molto originale Annarita, mi piace molto! Ti ricordi, Annarita, che età avevi quando hai scoperto la tua passione per la tua Arte, per la Bellezza, per lo “Stile di gustocome lo chiami Tu?

Ero poco più che maggiorenne, Andrea, quando ho deciso che necessariamente nella mia vita Arte e Bellezza sarebbero andate a braccetto. Non parlo ovviamente di una bellezza effimera e fugace. Quella di oggi, con i social svanisce ancor più rapidamente. Parlo bensì di una bellezza culturale, di una educazione al “gusto per il bello”.

Il “gusto per il bello” Annarita, credo sia quello che questo Paese, l’Italia ha perso da tantissimi anni. Eppure siamo sempre stati storicamente e per millenni, il Paese, la terra della Bellezza, del Gusto, della Classe. Forse un giorno bisognerebbe capire come la “mediocrità” ha soppiantato il “talento puro” e “la cultura della bellezza”. Ma adesso, Annarita, ci vuoi dire chi sono stati i tuoi “Maestri d’Arte”? Quali percorsi formativi hai frequentato per diventare una professionista del lusso e di altissimo livello quale sei oggi? Quali scuole hai frequentato che ti hanno lasciato gli strumenti per essere quella Stylist apprezzata e che ha una bella e promettente carriera davanti a sé?

Vorrei di proposito evitare nomi o riferimenti precisi. Mi sembra più giusto dire che i miei Maestri sono stati la strada e la vita in generale. Non credo ancora di essere una professionista di alto livello! Mi auguro di non raggiungere mai questa consapevolezza, per continuare ad avere voglia e fame di ricerca continua.

14375_929325707077581_7521493076891033281_nQuella a cui Ti riferisci quando dici “voglia” e “fame”, in fondo è la Passione, la Determinazione e la Volontà che mi sembra, Annarita, ti contraddistinguano come donna e come artista. Non credo tu debba temere l’avere raggiunto livelli artistici di alto profilo, perché se la Passione c’è, quella rimane sempre e non svanisce facilmente! E penso che tu di Passione e Determinazione ne abbia in abbondanza visto la strada che hai fatto fin’ora, così come hai grandissimo talento guardando le tue Opere e le tue collezioni. Ma il Mondo della Moda è durissimo, e questo lo sappiamo tutti Annarita. E’ un Mondo molto ambito, soprattutto dalle ragazze, senza distinzione di cultura, di estrazione sociale o di latitudine. Cosa ti senti di consigliare alle giovani e ai giovani che vogliono lavorare nel mondo della Moda? Cosa diresti di questo Mondo se volessi metterle in guardia da qualcosa?

Il mondo della moda, Andrea, e questo vi suonerà come frase già fatta, non è fatto di paillettes e lustrini. E’ fatica reale. E’, a volte, alienazione totale dei propri spazi, per la ricerca di un fine più grande, che non è il guadagno – o almeno non solo ed esclusivamente quello – quanto la gratificazione di se stessi. Io quando creo mi realizzo. Realizzo la mia personalità. Sono quella che devo essere: un’Artista.

Sai, Annarita, che si dice che le cose migliori e più belle si ottengono solo se dietro c’è disciplina, fatica, sacrificio e sudore, oltre che maestria e talento. Se è questo che intendi con quello che hai detto, hai perfettamente ragione e sono d’accordo con Te. E’ con la determinazione ed il talento si ottengono i migliori prodotti artistici. Ma quando hai iniziato questa professione eri consapevole di tutto questo? Quali difficoltà hai trovato che hai dovuto affrontare e superare con tutte le tue forze? Cosa avresti evitato volentieri che ti fosse accaduto quando eri ancora una giovane artista? Cosa vuoi raccontare di questo ai nostri lettori?

Come dicevo prima ho mosso i primi passi poco più che maggiorenne. Non sono un “super eroe”, quindi ho affrontato le difficoltà che tutti incontrano quando sognano di affermarsi professionalmente. Senza fatica e sudore, come dicevi tu prima Andrea, i sogni rimangono irraggiungibili.

Guardandomi indietro avrei evitato volentieri di incrociare sul mio cammino “personaggi” che con lusinghe e false promesse mi hanno rubato – non trovo un termine più adeguato per quello che mi hanno fatto – soldi e tempo. Ed in quei momenti, la cosa ancora più grave e che hanno provato a rubare il mio sogno di fare l’Artista. Ma non ci sono riusciti per fortuna! Perché adesso sono qui a tenere un’intervista con la quale sto raccontando quello che faccio con la mia Arte, sto parlando del mio essere Artista. E quindi mi verrebbe da dire loro …., ma non posso dirlo in un Magazine così importante! (Annarita sorride)

E’ vero quello che hai raccontato Annarita. Il mondo della Moda, del Cinema, dello Spettacolo, dell’Arte in genere, e popolato da questi vili personaggi che approfittano della giovane età degli/delle artisti/e per finalità ed obiettivi che nulla hanno a che fare con l’Arte. Puntano invece ad obiettivi che sono propri della gente pusillanime e vigliacca che approfitta della debolezza e dei sogni di giovani talenti o di giovani che magari non hanno il talento ma hanno una grande passione! E tutto questo è veramente deprecabile oltre che criminale. Ma questo ci porta dritti ad un’altra domanda, Annarita. Io sin dalla mia adolescenza sono sempre stato un appassionato di Fëdor Michajlovič Dostoevskij. 530670_118190438339981_1970371376_nPraticamente ho letto tutte le sue opere più di una volta. In uno dei suoi romanzi più conosciuti e più belli, Memorie dal sottosuolo“, pubblicato nel 1864, Dostoevskij parla tra le righe della Teoria dell’Umiliazione. Negli anni ’90, alcuni scienziati e psicologi americani, ne hanno fatto una vera e propria teoria psicodinamica, un modello psicologico che sostanzialmente si può sintetizzare in queste parole: “sono più le umiliazioni che subiamo nella nostra vita ad insegnarci a vivere meglio e a sbagliare sempre meno: si impara dalla propria esperienza e dai propri errori, soprattutto quando sono gli altri a farceli notare e magari ridono di noi!” Tu, Annarita, nella tua carriera artistica, oltre al racconto che ci hai appena donato, quali vere umiliazioni professionali hai subìto che ti hanno lasciato il segno ma che al contempo ti hanno dato la forza di andare avanti per la tua strada e diventare quella che sei oggi, un’Artista che si sta affermando prepotentemente?

Non sono una esperta di Dostoevskij. Certamente non quanto te, Andrea. Credo però che non si debba piangere sul latte versato. Certo gli schiaffi arrivano e li ho presi pure. Ma non bisogna mai abbassare la testa, mai arrendersi. Bisogna sempre avere uno sguardo proiettato in avanti verso una visione più grande e globale.

Penso però, Andrea, dall’esperienza che ho fatto nella mia professione, che a mio avviso le critiche servono sempre e comunque per crescere professionalmente e umanamente. E allora, se nel mio passato ho avuto delle esperienze non proprio positive, vuol dire che mi hanno aiutato a diventare quella che sono adesso come Artista e soprattutto come donna.

E in questo hai perfettamente ragione. Annarita. Ma qual è stata l’esperienza più dura che come Maestro d’Arte prima e come Stylist dopo, hai dovuto affrontare nella tua carriera? La cosa più brutta che ti è accaduta e che non vorresti fosse mai accaduta?

La cosa più brutta che mi è capitata – e lo dico sorridendo, poiché porto con me questo aneddoto da anni – è stata quella di incontrare per la prima volta sul set il mio attuale compagno. Ha avuto il coraggio, durante uno shooting al quale partecipavo con delle mie creazioni, di mandare indietro le modelle che mi avevano assegnate. E questo per ben due volte, dicendomi che i miei abiti non gli piacevano! Poi è andata come è andata (sorride).

Insomma, un scontro di personalità che ha portato ad un incontro relazionale che dura nel tempo: è una cosa che non accade spesso, ma che nel tuo caso è molto bella e interessante! Annarita, ha mai avuto la tentazione durante la tua carriera di mollare tutto e di dedicarti ad un’altra attività, ad un altro tuo talento?

Si lo confesso, l’anno scorso sono purtroppo stata vittima di una truffa. Questo spiacevolissimo fatto mi ha decisamente segnata. Ero delusa e senza più energie. Ma proprio quando tutto mi sembrava perso, in quello stesso momento, è venuto fuori un talento che forse non sapevo nemmeno di possedere. La determinazione, la testardaggine direi. Il rischio per me è stato quello di rimanere chiusa nel mio “piccolo” mondo, convinta, per la delusione subìta, che al di là del mio spazio non esistesse null’altro. Ad un certo punto dentro di me è esplosa un grinta ed una forza dirompente che da “Alice nel paese delle meraviglie” mi hanno trasformata in “Tomb Rider” (sorride).

Sai che c’è un detto, Annarita, che dice che“dal benessere e dall’agiatezza non è mai nato nulla di buono”? Forse le cose migliori per essere create, hanno bisogno della sofferenza, del dolore, del sacrificio. La tua brutta esperienza, almeno in questo caso, Ti ha dato una forza ed una consapevolezza che non credevi di possedere. E forse, se non fosse accaduto quel brutto episodio nella tua carriera, non avresti scoperto la tua forza e la tua determinazione che mi sembrano devastanti se vuoi raggiungere un obiettivo: non ti ferma nessuno insomma! (sorrido). Ma, detto questo, se per un motivo qualsiasi dovessi abbandonare questo lavoro, cosa ti piacerebbe fare nella tua vita professionale?

Ritornerei senz’altro alla pittura.

545498_4416693147133_1379158558_nAnnarita, come fai a gestire la tua vita affettivo-sentimentale con il lavoro che fai? Che difficoltà hai avuto nel fare questo lavoro e vivere una relazione sentimentale? Tutti sappiamo che nel mondo dello spettacolo e della Moda in particolare, bisogna essere duri e determinati con se stessi: o la professione o la famiglia. Tu cosa ne pensi ? E qual è oggi la tua scelta di vita: professione o famiglia?

Per fortuna non mi è toccato scegliere, oggi divido la mia vita con quel “fetente” di fotografo a cui non piacevano i miei abiti. Questo non cancella le difficoltà, anzi, spesso le amplifica. Ma la consapevolezza di dividere passioni, lavoro e vita, è decisamente di conforto.

Annarita, sappiamo tutti che vivere nel mondo della Moda, anche come Maestro d’Arte o Stylist, soprattutto all’inizio della carriera, non è facile per nessuno e spesso bisogna fare altri lavori per mantenersi e per guadagnare qualche soldo. Tu, Annarita, hai fatto altre esperienze lavorative prima di dedicarti a tempo pieno alla professione che fai adesso?

Sì Andrea, ho lavorato come ceramista nelle botteghe cerretesi. Ed anche quella è stata una bellissima esperienza formativa ma anche un’esperienza di vita che mi ha lasciato qualcosa di importante dentro. Sono sempre le prime esperienza di lavoro quelle che ti segnano professionalmente e per fortuna le botteghe beneventane di ceramisti, sono tra le migliori in Italia, in assoluto.

Annarita, quando hai deciso di dedicarti a questa professione e ne hai parlato ai tuoi genitori cosa ti hanno detto? Che età avevi? Sono stati tuoi alleati oppure, come spesso è capitato a tantissime altre artiste, hanno cercato di scoraggiarti?

Io vengo da una famiglia contadina. I miei genitori mi hanno da sempre insegnato la dignità del lavoro ed il rispetto di se stessi e degli altri. In campagna le famiglie si aiutano sempre tra di loro. E anche per me è stato così. I miei genitori sono sempre stati miei alleati, non hanno mai dubitato delle mie capacità. Sono miei alleati di certo e sono fieri di me!

E’ molto bello quando si sente la vicinanza della propria famiglia, soprattutto quando si vivono momenti di difficoltà come quelli che ci hai raccontato. Diventa il nostro rifugio, anche se non diciamo niente, ma sappiamo che possiamo contare su di loro, e questa consapevolezza ti dà una grande forza per continuare, andare avanti e superare le difficoltà quotidiane. Sei fortunata in questo Annarita! Non tutti gli Artisti hanno la propria famiglia vicina. E questo credo che tu lo sappia bene! Questo accade perché il tuo mondo, il mondo dell’Arte in generale, lo abbiamo già detto, è un mondo pieno di compromessi e di serpenti travestiti da agnellini. Spesso per fare carriera più velocemente molti artisti, sia uomini che donne, accettano compromessi che li portano al successo in tempi più rapidi. Tu, Annarita, che indubbiamente sei una bellissima donna, come hai gestito i compromessi che ti sono stati sottoposti, dando per scontato che tutto questo è una sorta di “must” che diversi servizi di giornalismo d’inchiesta hanno spesso svelato ai non addetti ai lavori e alle gente comune?

Non credo di essere una bellissima donna. Sono consapevole di quello che hai detto, quindi prima di rispondere mi godo il tuo complimento! (sorride). Poi, Andrea, ti dico che ci sono state situazioni nelle quali mi hanno richiesto “servizi” che andassero ben al di là delle mie doti artistiche. Ho sempre rifiutato questo tipo di compromessi. Ed è questo il consiglio che mi sento di dare a chi ci legge, ai giovani artisti e alle giovani artiste in particolare. Non è falso moralismo. Ma spesso il compromesso è a beneficio esclusivo di chi lo propone, e l’Artista non ne ha alcun vantaggio, anzi, entra inevitabilmente in un circuito dal quale non ne esce più e rischia di fare ben altro che coltivare e maturare il suo talento e la sua passione per l’Arte.

Forse è la vita che è così, non solo il mondo dell’Arte. Tutti i settori professionali hanno questi risvolti e sta alle persone potenziali vittime capire il contesto ed uscirne fuori brillantemente. Ma l’esperienza di vita è fatta anche di queste cose e lì è l’educazione che ci hanno trasmesso i nostri genitori che può fare la differenza! Chi lo sa?

Ma adesso, Annarita, raccontaci una cosa buffa o che ti ha messo in imbarazzo durante uno dei tuoi lavori e che oggi ricordi con il sorriso sulle labbra. Cosa ti è capitato che vuoi raccontare ai nostri lettori che li facciano sorridere un po’?

Bé potrei raccontarvi l’imbarazzo della prima intervista televisiva, per fortuna registrata! Non riuscivo a spiccicare una parola. La giornalista dovette interrompere le riprese chiedendomi di evitare risposte monosillabiche. E’ stato veramente imbarazzante e volevo morire! (sorride)

1149032_566843220042143_1486412743_nAdesso vedo che sei prolissa, parli abbastanza e ci stai raccontando un sacco di cose di te e della tua professione. Forse anche questa esperienza imbarazzante Ti ha fatto prendere consapevolezza che sei anche un’ottima oratrice! E’ un po’ quello che diceva Dostoevskij, quando Ti ho fatto la domanda di prima.

Annarita, nella tua Arte quali sono i tuoi esempi, i tuoi modelli da imitare? Quali sono gli artisti o le artiste che ti piacciono e che ammiri di più? Hai qualche artista che ti ispira particolarmente e al/alla quale ti piacerebbe “rubare” il Mestiere, nella fattispecie qualche qualità artistica che possiede e che Tu pensi di non avere ancora?

I nomi da poter fare sono tanti. In Italia c’è l’imbarazzo della scelta, anche se negli ultimi anni, le multinazionali straniere, cercano di convincerci che la nostra creatività abbia perso lustro. Io, Andrea, adoro la ricerca di Antonio Marras e mi illumino davanti alle collezioni di Giambattista Valli. Ad entrambi ruberei genio e creatività.

Il problema del nostro Paese è proprio questo, Annarita: è diventato culturalmente esterofilo. Tutto quello che viene da altri Paesi è chic, bello, quello che creano i nostri artisti non viene ritenuto a quell’altezza. Io credo proprio il contrario. Dovremmo cercare di valorizzare al massimo i nostri giovani talenti invece di farli scappare via dall’Italia: ma questa è un’altra storia!

Sai bene, Annarita, che nostro è un Magazine online è letto principalmente da persone del mondo dello Spettacolo, della Moda, del Cinema, e dell’Arte in genere. Cosa pensi del mondo della moda italiana degli ultimi cinque anni che ha un po’ sofferto il confronto commerciale e imprenditoriale con quello internazionale?

Non credo assolutamente che la moda italiana abbia perso contenuti e creatività. Credo che i forti poteri economici stiano spostando l’attenzione mediatica verso mercati più convenienti e più facili da affrontare, che hanno alle spalle un now how più spicciolo e senza grandi contenuti creativi com’è invece storicamente lo stile italiano!

A cosa stai lavorando adesso? Vuoi dirci qualcosa in anteprima? Cosa stai preparando che vuoi raccontare ai nostri lettori?

Al momento sono concentrata sul mio lavoro di Stylist, e sulla promozione dei contenuti che condivido attraverso il mio sito, www.annaritamattei.it. Mi diverto nella ricerca di uno stile non “commerciale” che affianchi la storia dei capi vintage a soluzioni contemporanee. La moda non è oggettiva ma soggettiva.

946092_593025764098475_1665050502_nAdesso, Annarita, per finire la nostra bella conversazione, voglio farti una domanda che io amo molto, perché ci riporta a quando eravamo bambini: qual è il Tuo sogno nel cassetto che fin da bambina ti porti dietro e che oggi vorresti realizzare?

Il viaggio.

Bellissima questa risposta così secca e sintetica che vuol dire tantissime cose, ma a me viene in menti una frase che mi porto dietro fin dal Liceo, quando la lessi: “Più dell’arrivare e il viaggiare pieno di speranza”. E da questo punto di vista, “il viaggio” come lo definisci tu, lo vedo come una speranza infinita perché non prevede un arrivo,ma il viaggiare! Bellissimo se è questo che ho capito dalla tua frase “ermetica” ma molto incisiva e che lascia molto all’immaginazione del lettore.

Annarita, un’ultimissima domanda, dimmi qualcosa di te che Ti caratterizza e che nessuno sa, e che ti senti di raccontare ai nostri lettori.

Passo per “Miss Perbenino”, come dicono dalle mie parti, ma attenti a non farmi arrabbiare perché mi trasformo in Fiona. (sorride splendidamente divertita)

Grazie Annarita per essere stata con noi e per averci raccontato la tua storia di Artista, di Maestra d’Arte e di Stylists. Io e tutta la redazione de “ilprofumodelladolcevita.com” ti facciamo il nostro più grande in bocca al lupo per la tua carriera e per il tuo futuro professionale, e speriamo di averti presto di nuovo con noi per raccontarci dei tuoi prossimi successi professionali.

IMG_3316-1Grazie a te Andrea per la bella chiacchierata e per il caffè che mi hai offerto. Grazie anche alla Redazione de “ilprofumodelladolcevita.com” per la bellissima ospitalità sul vostro Magazine, che vi confesso ho iniziato a leggere con interesse e curiosità e che consiglio ai miei amici perché ben fatto e ben scritto. Vi prometto, sempre che mi invitiate di nuovo, che tornerò per un’altra intervista. Grazie, e un grande in bocca al lupo anche a voi che ci sta di certo! (sorride timidamente illuminando la nostra Redazione con i suoi splendidi occhi verdi, e ci lascia per riprendere il suo lavoro).

N.B. – per i lettori che volessero saperne di più su Annarita Mattei e sulla sua Arte, ecco alcuni link consigliati:

Annarita Mattei – slide-show by Andrea Giostra (foto di Matteo Anatrella):

https://youtu.be/JC-p7bTL_I4 ;

Annarita Mattei – sito-web ufficiale:

http://www.annaritamattei.it/adv/ ;

Annarita Mattei – pagina ufficiale Facebook:

https://www.facebook.com/Annarita-Mattei-134935379904832/?ref=br_rs .

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